Preparazione della semisfera…

La dima verde mi ha dato l’inclinazione del taglio al traforo delle frazioni di anello che ho poi incollato con la pistola a caldo. Questa semisfera è l’emisfero australe del mezzo mondo già abitato da un anno da una popolazione di gnomi ed elfi non visibili di giorno! Mi tocca fare un gran lavoro di costruzione a partire da case, chiese, mari e montagne. Mi sa però che ci metterò un po’ più di sei giorni!

Alla ricerca del tempo perduto…

La pendola antica, caduta da un metro e mezzo, si era “fratturata” in più punti. La prima operazione è stata quella di smontarla totalmente in modo da incollare i vari pezzi staccatisi durante l’atterraggio! La lancetta dei minuti è stata particolarmente traumatizzata ed ho dovuto usare le maniere forti per raddrizzarla, le altre parti sono state incollate con vinilica sotto pressione. Dopo aver riassemblato tutti i componenti, ho effettuato una pulizia con uno sgrassante dopodiché ho rifinito con una passata di olio rosso per mobili in modo da ridare colore alla radica superficiale. Ah! Sembra che tarli, tarme a assimilabili siano tutti defunti, in quanto prima di ogni lavorazione la pendola ha subito un isolamento antitarlo in un sacco nero per 10 lunghi giorni! Quindi l’auspicio è che questo antico orologio torni a funzionare per recuperare il tempo perduto….o il tempo perduto non si può ritrovare?

Mobile Bar per Gente Valdostana!

Ho effettuato per una mia cara amica questo mobile realizzato per contenere a sinistra le bottiglie di liquore ed a destra tutti i bicchieri di varie forme che ella possedeva nella sua casa montana in Valle D’Aosta. La realizzazione del manufatto non è stata semplice in quanto non è stata utilizzata nessuna vite né un chiodo per l’assemblaggio affinché non si vedessero esternamente. Infatti tutto è unito dalla spinatura fra le parti e colla vinilica. Il problema principale è stato quello di tenere in squadra le varie parti con l’ausilio di cagne regolate perfettamente, che fatica!! Le antine sono in una unica tavola di massello nella quale ho ricavato lo spazio per il vetro poi fermato dai listelli posteriori. Un’anta ha un cricchetto di chiusura mentre l’altra come si vede ha la chiave alla quale ho appeso un “cuordilegno” fatto per l’occasione. I rombi sono incollati al vetro con una colla apposita e ricordano il rombo tipico dei mobili di montagna. Attendo l’invito in quota per un brindisi con il genepy, la grappa alla ruta, la grappa al ginepro, il bombardino, la genziana….

Un lavabo e il suo mobiletto…

Questo ultimo lavoro, sotto la “spinta” gentile di mia moglie, ha sostituito il vecchio lavandino del bagno in montagna. mi sono ispirato allo stile campagnolo inserendo anche una piccola alzatina contro il muro in larice spazzolato. La struttura è costruita con abete per avere stabilità e sostegno, tutta la parte visibile è invece di Paulownia, un legno che o si ama o si odia! A me piace molto perché ha delle venature bellissime e ricorda essenze ben più pregiate ma ha il difetto che essendo poco strutturato tende ad imbarcarsi e quindi bisogna scegliere con cura le tavole da lavorare. Ho terminato il lavoro verniciando il tutto con una prima passata di mordente noce chiaro molto diluito e poi una finitura noce all’acqua. I pomelli sono in ceramica di forma ovale e staccano molto bene sul fondo scuro. Essendo piuttosto capiente sono riuscito a trovare lo spazio per la biancheria sporca, un cassetto per spazzole e phon ed un ripiano per i detersivi. Secondo me è fine e non impegna!

Un tetto per la madonnina di Lourdes.

In questa occasione mi sono cimentato nel taglio del marmo. Ho acquistato un disco adatto per la smerigliatrice e, fuori nel cortile ho tagliato facilmente ma con un gran polverone questo bel materiale che arriva dal Brasile! Ho poi utilizzato una colla specifica per la pietra della Fischer ed il giorno dopo il tetto per la madonnina era pronto. Ho fissato il tutto con quattro grosse viti al basamento nel quale avevo preventivamente affogato i tasselli da muro. Spero che la madonnina mi abbia perdonato per averle cementato i piedi. In fondo l’ho fatto per il suo bene!

Per sentirsi un po’ al mare…

Panca senza Capra

Sotto la panca potrebbe anche stare una capra ma l’ho costruita per un altro scopo. Avevo bisogno di togliere gli scarponi fuori casa senza entrare con terra e fango, così ho trovato gli avanzi del lavoro fatto alla parete come le tavole di larice, i travetti di abete e una ventina di viti ed è venuta fuori la panchetta! Essendo all’aperto l’ho verniciata con impregnante per esterno ed è rustica come richiesto dall’ambiente! I piedini di feltro sono quelli che hanno già il chiodo compreso e sono comodissimi da applicare su sedie, tavoli e mobili in genere. Basta un martello e la mira giusta!

Specchio da Bagno

Telaio…
Uno specchio di Ikea trasformato in uno specchio multifunzione. Ho acquistato una ciabatta stretta che ho incastonato lateralmente nella cornice dove ho anche inserito un interruttore per le luci, poste sopra lo specchio stesso. Verniciata di smalto bianco la cornice, ho applicato sui bordi interni di appoggio, un potente biadesivo che contorna tutto il perimetro ed anche le traverse. C’è da specchiare tutta la famiglia contemporaneamente!!! Quanta gente può specchiarsi in un metro quadrato?